Aggiornamenti Windows 10, è polemica

Aggiornamenti Windows 10, è polemica

Sono diversi gli utenti che lamentano alcune procedure di installazione troppo invasive. Cosa fare?

Aggiornamenti, aggiornamenti e ancora aggiornamenti. Dall’introduzione di Windows 10, che molti hanno appreso da un popup nella barra degli strumenti, in basso, su Windows 7 o 8, si sono succeduti diversi update significativi, che hanno messo in risalto i tantissimi pregi di questo nuovo sistema operativo Windows, completo, funzionale ed al passo con i tempi. 

Ma sono molti, tuttavia, gli utenti che hanno manifestato alcune perplessità sulla invasiva politica degli update. Prima dell’uscita di Windows 10, i media hanno introdotto diverse Guide Windows 10, nelle quali alcuni utenti hanno protestato sulla continua presenza, mediante un popup nella barra delle applicazioni in basso a destra, della richiesta di aggiornamento del sistema operativo.  L’uso di questi sistemi in maniera indiscriminata si è comunque rivelato un pericoloso boomerang: in quanto non tutti, in particolar modo per l’ambiente business, si sono rivelati così propensi ad aggiornare e passare a Windows 10 senza alcuna reale motivazione.

Da quegli aggiornamenti, è stato un susseguirsi di problematiche: gli update sono necessari, è ovvio, ma non quando si rivelano continui, fastidiosi, e soprattutto quando gli aggiornamenti correggono altri aggiornamenti: è il caso, ad esempio, dell’ultimo update di Novembre di Windows 10, che ha introdotto la versione 1511 (Threshold 2) subito ritirata da Microsoft senza alcun apparente motivo. Si scopre oggi che il ripristino di Threshold 2, sia su Windows Update che su pendrive o formato Iso, è avvenuto dopo alcune correzioni tecniche, che potevano creare una vulnerabilità pericolosa per la privacy. 

L’update cumulativo del 24 novembre 3120677 è stato creato proprio per mettere una pietra sopra ad ogni possibile problema di privacy. Tuttavia, rispettando le discusse EULA dell’OS, Microsoft si arroga il diritto di segnalare, o addirittura disinstallare eventuali applicazioni presenti sull’hardware degli utenti se considerato non compatibile con l’update. E, su questo, Microsoft non ha ancora rilasciato alcun comunicato ufficiale.

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