BTicino porta l’IoT in casa

BTicino porta l’IoT in casa

È stata una delle prime aziende a puntare sulla smart home, e più per la precisione su prodotti in grado di rendere la casa connessa e integrata, unendo le caratteristiche di elettricità e connessione offerte da Internet. La serie MyHome, ad esempio, è stata lanciata già all’inizio del decennio, e a essa hanno fatto poi seguito le ultime altre novità.

Attività semplici. Parliamo della BTicino, storico marchio italiano passato sotto il controllo del gruppo Legrand, che in questi ultimi anni ha sviluppato una serie di prodotti connessi destinati a rendere più efficienti e performanti anche operazioni di “routine” come l’accensione della luce in una stanza. Basta guardare la pagina dello shop di Punto Luce, uno dei principali rivenditori italiani di materiale elettrico sul Web, per scoprire come si è evoluta la gamma dei dispositivi Bticino. 

La connessione degli oggetti. Se inizialmente l’azienda (e più in generale, il mercato della domotica “agli albori“) era tutto concentrata sullo sviluppo di dispositivi integrati, ora invece è la semplicità la chiave di volta attraverso cui conquistare i clienti, sempre più attratti dai vantaggi e dal comfort garantiti da questi accessori.

Lo sviluppo della tecnologia. Come spiega Franco Villani, Amministratore Delegato di BTicino, la strada intrapresa dalla compagnia per la domotica è stata quella degli oggetti connessi e della semplificazione, che si è rivelata quella giusta. L’evoluzione, poi, è stata possibile anche perché nel frattempo la tecnologia si è diffusa in maniera sempre più capillare, conquistando anche fasce di popolazione che potevano essere ritenute meno “propense” a utilizzare oggetti interattivi e connessi.

Un mercato sempre più ampio. Altro aspetto importante per far decollare il mercato è stato l’ampliamento dell’offerta, che ha visto l’ingresso in campo non solo di competitor storici della BTicino, ma anche di “big” dell’industria a tutto tondo, come Amazon, Apple o Ikea, che hanno lanciato dispositivi intelligenti di varia natura, come i sistemi di comando vocale Alexa o le lampadine smart del colosso svedese.

Gli ultimi esempi BTicino. Se la numerosità e l’eterogeneità degli attori sul mercato sono stati finora un elemento positivo, ora però la scelta passa al consumatore, che deve “imparare” a orientarsi in questo nuovo contesto dell’IoT. È ancora qui che si rende evidente la “forza” della compagnia, che di recente ha implementato il programma Eliot (dalle iniziali di electricity e IoT), che oggi conta una serie crescente di oggetti e prodotti studiati per essere versatili, ma poco invasivi negli ambienti di casa. Ma, soprattutto, la caratteristica che li accomuna è la facilità di utilizzo, che li rende attrattivi anche per chi ha meno familiarità con la tecnologia.

Termostato e app integrati. Uno degli “ultimi nati” in casa Bticino è il videocitofono connesso Classe 300X, che ha visto la luce nel corso dello scorso anno, mentre nei mesi passati ha debuttato ufficialmente il termostato Smarther: installabile sia a parte che a incasso, questo strumento ha sin dal design un aspetto tecnologico, ma discreto. La sua caratteristica principale è il display interattivo con tasti a sfioramento, che sono utilizzabili per modificare la temperatura, ma molto interessante è anche la modalità di controllo da remoto, attraverso la app chiamata Thermostat, che consente anche di collegare più termostati in diverse parti della casa e di tenerli tutti a portata di clic.

Programmi davvero smart. Questa applicazione offre l’opportunità di creare e modificare programmi settimanali per il clima domestico, e tra le funzionalità più innovative vanno citati il comando Boost (che consente di ottenere in un periodo da 30 a 90 minuti il clima desiderato in maniera veloce) e la geolocalizzazione: in pratica, grazie al rilevamento della posizione tramite lo smartphone del proprietario, il termostato a casa “capisce” che deve programmarsi perché al suo rientro l’ambiente sia climaticamente confortevole.

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